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Come si riconosce e come è possibile risolvere un problema legato all’umidità di risalita capillare?

I fenomeni di umidità di risalita capillare si possono manifestare su tutte le murature che sono a diretto contatto con il terreno. La risalita dell’umidità può variare da pochi centimetri a qualche metro ed è riconoscibile dalla formazione di efflorescenze saline e macchie di umidità, con conseguente disgregazione e distacco dell’intonaco, finitura e/o pittura.
Il problema si risolve ricorrendo ad un sistema di prodotti per il risanamento basato su intonaci macroporosi, altamente traspiranti e resistenti ai sali, nonché ai prodotti accessori per la finitura, che devono rispettare le stesse caratteristiche chimico-fisiche dell’intonaco di risanamento.

E’ importante preparare il supporto e qual è il modo ottimale prima dell’applicazione di una malta cementizia?

La preparazione del supporto è di fondamentale importanza; dopo l’eventuale rimozione delle parti incorerenti, deteriorate e non più solidali con la struttura, e la successiva accurata pulizia, si deve umidificare la superficie, quindi è sempre consigliabile realizzare un ponte adesivo, sprizzo, rinzaffo, utilizzando la malta stessa additivata con lattici/adesivi di presa, impastata a consistenza fluida e quindi applicata senza peraltro creare spessore; quindi fresco su fresco applicare la malta.

In che range di temperature può avvenire l’applicazione di malte e/o prodotti a base cementizia?

Normalmente tra +5 e +35°C; con temperature rigide, si rischia che il materiale, in fase di applicazione o di maturazione, venga deteriorato dal freddo ed in particolare possa ghiacciare, perdendo gran parte se non tutte le sue caratteristiche tecniche; con temperature elevate, il prodotto può subire una sottrazione d’acqua repentina (forte evaporazione) con successive possibili cavillature, scarse resistenze meccaniche e sfarinamenti superficiali.